<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824</id><updated>2011-11-28T00:20:26.026+01:00</updated><category term='castità'/><category term='racconto'/><title type='text'>Materiale grezzo</title><subtitle type='html'>Roba che non sapevo dove altro postare</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>30</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-235166679208346793</id><published>2010-06-18T18:31:00.004+02:00</published><updated>2010-06-18T18:56:22.418+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castità'/><title type='text'>Approfondimenti sulla castità</title><content type='html'>Se c'è un limite al video di Jason &amp; Crystalina è che danno pochi argomenti "culturali" per noi europei scafati. Posso immaginare diverse obiezioni "sofisticate" che un intellettuale nostrano opporrebbe alla loro conferenza, o meglio diverse tematiche che non vengono affrontate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono chiesto più volte quale e chi potrebbe essere l'equivalente colto del messaggio di &lt;i&gt;Romance Without Regret&lt;/i&gt;. Ora un amico mi ha segnalato sul suo blog un articolo ripreso dal &lt;i&gt;Foglio&lt;/i&gt;, ripreso da &lt;i&gt;Tempi&lt;/i&gt;, che potrebbe indirizzare verso la risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0px 0px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 80px; height: 112px;" src="http://giotto.ibs.it/cop/copt13.asp?f=9788876981890" border="0" alt="" /&gt;Si tratta di un'intervista ad un certo &lt;b&gt;Fabrice Hadjadj&lt;/b&gt;, intellettuale francese/tunisino/ebreo («un ebreo di nome arabo e di confessione cattolica») che su sesso e castità ha sviluppato un suo pensiero molto personale, direi originale, senz'altro profondo e &lt;i&gt;dirompente&lt;/i&gt;. Condanna il moralismo borghese, il femminismo "fallocentrico", la repressione falsamente cattolica, dice cose politicamente scorrette sull'omosessualità... Insomma, mena fendenti in tutte le direzioni e lo fa su un piano rigorosamente filosofico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho messo &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.libreriadelsanto.it/libri/9788876981890/mistica-della-carne-la-profondita-dei-sessi.html?p=Filippa"&gt;il suo libro&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; nell'elenco dei testi che intendo leggere, magari quest'estate ce la faccio. Nel frattempo, se vi ho stuzzicato abbastanza, leggete l'articolo &lt;u&gt;&lt;a href="http://terzotriennio.blogspot.com/2010/03/sesso-intervista-fabrice-hadjadj.html"&gt;che trovate qui&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-235166679208346793?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/235166679208346793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/235166679208346793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2010/06/approfondimenti-sulla-castita.html' title='Approfondimenti sulla castità'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-141505994533429006</id><published>2010-03-09T13:43:00.005+01:00</published><updated>2010-03-09T15:58:51.338+01:00</updated><title type='text'>Castità e astinenza</title><content type='html'>Negli ultimi mesi sono pervenuti solo due commenti sul video di Jason &amp; Crystalina sulla castità (per vederlo e/o scaricarlo &lt;u&gt;&lt;a href="http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/09/finalmente-il-dvd.html"&gt;vedi il post precedente&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;), ma quando sono andato a pubblicare il secondo, mi sono accorto che il sistema ha qualche problema e già il precedente non lo aveva pubblicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora ho deciso di dedicare un post ad ogni commento significativo, aggiungendoci le mie risposte e considerazioni. Inizio da &lt;b&gt;Annalaura&lt;/b&gt;, che è rimasta (involontariamente &amp;mdash; chiedo scusa) in attesa dal 14 gennaio, poi toccherà al commento di &lt;b&gt;V.&lt;/b&gt; del 7 marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il 14/1/2010 Annalaura scrive:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Io sono sicura di poche cose della vita, solo di una cosa sono sicura: perché la vita abbia un senso e perché tutto non può essere fine a se stesso, credo in qualcosa che è più grande di me, chiamato Dio che è l'amante e noi siamo gli amati di un amore divino perché diverso da quello inteso comunemente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spirito d'amore è l'amore vero che non finisce mai perché va coltivato ogni giorno con la scelta continua minuto per minuto della strada più difficile, consapevoli di essere nel giusto perché non ce ne può essere un'altra per le persone essenziali, serie e motivate di questo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condivido in pieno tutto quanto il film peraltro importantissimo, a mio avviso. Mi manca solo un chiarimento: la differenza, che mi sembra di capire che fate fra castità e astinenza. Perché, non sono la stessa cosa? Forse nel matrimonio la castità si chiama astinenza?&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Il libro &lt;i&gt;If You Really Loved Me&lt;/i&gt;, di Jason Evert, inizia proprio con questo dubbio: c'è differenza tra castità e astinenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con "astinenza" ci riferiamo al mero fatto di "astenersi", cioè di non compiere certe azioni. La castità, invece, riguarda la questione più ampia del retto uso della nostra capacità di amare. Così una persona può essere astinente ma non casta, per esempio perché la sua astinenza è imposta da fattori esterni (salute, situazione di isolamento, timidezza ecc.) ma interiormente non voluta e anzi sofferta e magari compensata con la fantasia. Allo stesso modo una persona può essere casta e non astinente, perché i coniugi fanno un retto uso della loro capacità di amare... &lt;i&gt;amandosi&lt;/i&gt;, anche con il corpo; nel loro caso la castità non consiste (normalmente) nell'astinenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, nel caso di una persona non sposata, sarebbe riduttivo dire che la sua castità coincide con l'astinenza. Senz'altro dovrà astenersi, ma dovrà anche coltivare il retto uso del cuore, la capacità di donarsi e di sacrificarsi, dovrà imparare ad amare gli altri, custodendo le passioni disordinate, gli sguardi, l'immaginazione... Molto di più (e direi molto meglio) che la sola astinenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-141505994533429006?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/141505994533429006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/141505994533429006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2010/03/castita-e-astinenza.html' title='Castità e astinenza'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-7389181249262161607</id><published>2009-09-22T12:00:00.001+02:00</published><updated>2010-05-17T21:20:58.828+02:00</updated><title type='text'>Finalmente il dvd</title><content type='html'>&amp;Egrave; stata l'ossessione di questa estate, ma finalmente sono riuscito ad impacchettare un dvd con la conferenza di Jason e Crystalina sulla castità, con l'aggiunta di sei brani "extra" per un'altra ventina di minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immagine del dvd la potete scaricare &lt;a href="http://teca.elis.org/1876/Romance-without-regret.iso"&gt;da qui&lt;/a&gt; (ringraziamenti all'ELIS). Ho disegnato anche una copertina che trovate &lt;a href="http://teca.elis.org/1876/Romance-without-regret.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;. Lo stesso file della copertina lo si trova anche in una directory del dvd.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prossimamente posterò qui i sei brani extra, per chi preferisse vederseli online anziché masterizzare un dvd.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo rimane disponibile per la visione immediata la "vecchia" versione della conferenza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Romance without Regret&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&amp;bull; &lt;a href="http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/05/la-castita-e-appassionante.html"&gt;prima parte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;bull; &lt;a href="http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/05/castita-2.html"&gt;seconda parte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona fruizione (e diffusione) a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;P.S.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Viste le molte domande ricevute: il file del dvd è un file .iso di poco più di 2 giga. Una volta scaricato va masterizzato su un dvd. Su molti computer basta cliccare con il destro del mouse (ctrl-click sui Mac) per ottenere l'opzione di masterizzarlo. Altrimenti ci vuole un programma di masterizzazione appena decente che offra la possibilità di "masterizzare da un'immagine".&lt;br /&gt;La soluzione più facile resta sempre quella di acchiappare un qualsiasi smanettone, che saprà fare l'operazione a occhi chiusi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-7389181249262161607?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/7389181249262161607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/7389181249262161607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/09/finalmente-il-dvd.html' title='Finalmente il dvd'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-3200219672427094225</id><published>2009-05-25T12:00:00.006+02:00</published><updated>2010-05-17T21:16:54.509+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castità'/><title type='text'>Dieci e lode</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-c848040cd9240599" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v11.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc848040cd9240599%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330241763%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D848F4755FDC56E520535AEB743D0B06D690C4C64.63801325200F9D31C1688C0ED9013B692ACAB02B%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc848040cd9240599%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DZPZMLefnvbsRZsoiu3aZF9wc6bw&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v11.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc848040cd9240599%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330241763%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D848F4755FDC56E520535AEB743D0B06D690C4C64.63801325200F9D31C1688C0ED9013B692ACAB02B%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc848040cd9240599%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DZPZMLefnvbsRZsoiu3aZF9wc6bw&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;small&gt;NB. Questa è la seconda parte della conferenza; la prima parte &lt;a href="http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/05/la-castita-e-appassionante.html"&gt;la trovi qui&lt;/a&gt;.&lt;/small&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Un liceo americano, qualche centinaio di ragazzi tra i quindici e i diciassette anni riuniti nell'aula magna per ascoltare una giovane coppia parlare della castità. Probabilmente lo sapevi già perché qualcuno ti ha segnalato questo indirizzo. Quello che forse non sapevi è che si tratta di una conferenza &lt;strong&gt;STRAORDINARIA!&lt;/strong&gt; una lezione da &lt;strong&gt;dieci e lode&lt;/strong&gt;. Sta piacendo a tantissima gente e se il tema dovesse spaventarti, prima di scappare dacci almeno un'occhiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono chiesto quale sia il segreto: come facciano questi due a parlare in modo così attraente di un tema tutto sommato scomodo. Credo che il motivo principale sia il loro approccio positivo. I due non sono lì per dire "Il sesso è cattivo, non fatelo" o cose del genere. Quello che propongono è una serie di consigli per vivere bene l'amore; un amore grande, vero, bellissimo e per questo impegnativo, ma come sono impegnative le cose appassionanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da vedere assolutamente! Un grazie a Jason e Crystalina Evert.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Se vuoi scaricare il dvd completo &lt;a href="http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/09/finalmente-il-dvd.html"&gt;vedi qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-3200219672427094225?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=c848040cd9240599&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/3200219672427094225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/3200219672427094225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/05/castita-2.html' title='Dieci e lode'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-1995467422850116513</id><published>2009-05-19T13:48:00.012+02:00</published><updated>2010-05-17T21:16:29.191+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castità'/><title type='text'>La castità è "appassionante"</title><content type='html'>Riporto una conferenza di Jason &amp;amp; Crystalina Evert, una coppia di americani che si dedicano a proporre la castità ai giovani. Li avevo ascoltati a Sydney e mi erano piaciuti molto. Giudicate voi. Occhio però: dla trovi quiura quasi un'ora (in inglese, i sottotitoli italiani li ho aggiunti io).&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-c9243ef532a9e232" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v2.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc9243ef532a9e232%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330241763%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D44DBD9DCF0456466A8B81D590336FF7FF911D7EA.18E81947DB4FA98E4E15E68BB787A637F721C95A%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc9243ef532a9e232%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DWN1L6w1uG3gqraGot8dklV3Btow&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v2.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc9243ef532a9e232%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330241763%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D44DBD9DCF0456466A8B81D590336FF7FF911D7EA.18E81947DB4FA98E4E15E68BB787A637F721C95A%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc9243ef532a9e232%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DWN1L6w1uG3gqraGot8dklV3Btow&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspetto commenti. Se piace magari lo divido in capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Ho dovuto cambiare collocazione del video perché divshare, che mi permetteva di metterlo come unico file, ha un limite al numero di scaricamenti. Blogger, invece, non accetta un file grande, quindi per ora accontentatevi della prima metà. (La seconda parte &lt;a href="http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/05/castita-2.html"&gt;la trovi qui&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS2 Se vuoi scaricare il dvd completo &lt;a href="http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/09/finalmente-il-dvd.html"&gt;vedi qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-1995467422850116513?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=c9243ef532a9e232&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1995467422850116513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1995467422850116513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/05/la-castita-e-appassionante.html' title='La castità è &quot;appassionante&quot;'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-8592255673868859579</id><published>2009-01-10T15:38:00.000+01:00</published><updated>2009-01-10T15:47:39.369+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><title type='text'>Post hoc, ergo propter hoc</title><content type='html'>Il temporale si annunciava già da qualche ora. Non era in questione se sarebbe stato intenso: a fine dicembre, piena stagione delle piogge, quando viene giù è sempre con la massima intensità. Come al solito la gente si era prudentemente ritirata per tempo, questa volta ringraziando Dio di aver potuto più o meno completare la giornata di lavoro, visto che ormai era quasi il tramonto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccolo centro di Tembisa si trova quasi esattamente a metà strada tra Johannesburg e Pretoria. L’espansione delle due grandi città lo assedia come una morsa, ma non ha ancora chiuso la sua stretta. Così Tembisa resta lì, in mezzo, come a voler marcare in anticipo il punto esatto in cui le due metropoli si sono date appuntamento per fondersi, un giorno ormai non lontano, in una sola. E in effetti questa posizione non è casuale: è cresciuto intorno ad un piccolo scalo ferroviario, piazzato lì proprio per servire l’area industriale, in passato soprattutto mineraria, che occupa lo spazio tra la capitale economica e quella politica del paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indifferente al proprio destino il piccolo centro continua placido la sua vita, centrata sul grande spiazzo antistante la stazione, all’ombra del porticato di lamiera e pali di metallo e, ancor più, sotto il grande albero di merùla che abbraccia con i suoi rami quasi tutta l’ampiezza disponibile, garantendo ombra durante la giornata, sebbene non molta protezione in caso di pioggia. Qui si svolge la vita commerciale, sicuramente la parte più vivace e colorita, del piccolo centro abitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’arrivo del temporale il barbiere, che per antico diritto rispettato da tutti occupa lo spazio più vicino alla base del merula, era già andato via da tempo: il suo lavoro richiede la piena luce del giorno e per questo è sempre tra i primi a ritirarsi verso fine pomeriggio. Anche gli altri, però, visto l’addensarsi delle nuvole, avevano anticipato la chiusura. Quelli sotto il porticato, che in pieno giorno non si sarebbero fatti condizionare dalla pioggia, al pensiero della strada che li aspettava, si erano affrettati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla finestra della sua stanza Tebogo, nove anni, guardava annoiato la scena. Da tempo la mamma gli aveva insegnato a non temere la violenza delle piogge estive. “Vedi, Tebzi”, gli diceva, “noi abbiamo la fortuna di abitare in una casa di mattoni, perché il papà lavora nella ferrovia. Una pioggia così è pericolosa per una baracca di lamiere e cartoni, come quelle che stanno oltre i binari, ma alla nostra casa gli fa solo il solletico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quella spiegazione Tebogo era sempre contento dei temporali, non tanto per il fatto di essere un bambino fortunato – questo era un concetto che non afferrava del tutto – quanto al pensiero di come doveva divertirsi la sua casa quando la pioggia le faceva il solletico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il papà invece gli aveva insegnato a non aver paura dei fulmini. Gli aveva mostrato come si ramificano in cielo, spiegandogli che anche le motrici dei treni, quando alzano il pantografo per agganciarsi alla linea elettrica, a volte producono un piccolo fulmine. Avevano contato insieme i secondi che trascorrono dal lampo al tuono, perché quanti più sono i secondi, tanto più lontano è caduto il fulmine: un chilometro ogni tre secondi, perché il rumore viaggia molto più veloce di un treno, gli aveva detto. Anche questo aveva occupato molte volte la fantasia di Tebogo: immaginava il tuono che arrivava a terra a cavallo del lampo e poi si lanciava velocissimo – dieci volte più di un treno! – per venire a far rumore proprio da lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste erano nozioni acquisite da tempo e raramente, ormai, tornava a contare i secondi dopo un fulmine. Ora Tebogo stava solo guardando oziosamente fuori della finestra, senza nessun pensiero e nessuna fantasia in particolare. Giocherellava con un rametto raccolto quel pomeriggio, mentre gli occhi vagavano sul panorama che conosceva a perfezione, in quella luce magica del tramonto che si insinua al di sotto delle nuvole scure, dando un rilievo speciale alla pioggia che cade: davanti a sé, oltre il piazzale, le basse baracche in mattoni rossi dei magazzini della ferrovia, a sinistra il portico della stazione, a destra –  l’oggetto più vicino di quel ristretto panorama – la grande chioma del merula. Aveva osservato gli ultimi ritardatari che si affrettavano a cercare un riparo ed ora, nel pieno del temporale, mentre si faceva sempre più scuro, non aveva più niente da vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stava per abbandonare la sua postazione vicino alla finestra, quando tutto accadde nello stesso momento. In un certo senso accadde una sola cosa, ma quando poi si prova a raccontarla ci si deve necessariamente dilungare in tanti diversi particolari che accaddero tutti più o meno insieme, proprio perché parti di &lt;em&gt;quella cosa&lt;/em&gt; che accadde. Accadde che, deciso a passare a qualche altra occupazione, Tebogo spezzò il rametto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo stava nemmeno guardando, il suo rametto: lo sguardo era rivolto al grande albero, proprio nel punto in cui dal tronco principale si staccava possente un ramo orizzontale, come un’architrave a sostenere quel tetto di foglie. In quell’istante, invece del prevedibile “cric” del legno spezzato, un boato violentissimo investì il bambino come un pugno, scuotendo tutta la casa e soprattutto la finestra, mentre una luce abbagliante invadeva tutto il campo visivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lampo di luce fu istantaneo, ma il rombo che accompagnò la prima esplosione tardò un certo tempo a disperdersi, o forse fu solo l’impressione delle orecchie assordate del bambino. Era scosso e sentiva un blocco nella parte alta del petto, subito sotto la gola, come se avesse voluto piangere o gridare senza riuscirci. Fuori, l’albero di merula bruciava in più punti e nella penombra della sera, moderatamente illuminata dai fuochi, Tebogo poté notare che il grande ramo orizzontale, proprio quello che stava guardando un istante prima, era crollato a terra lasciando sul tronco un grande squarcio bruciacchiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si domandò se fosse stato lui. Il buon senso, sebbene di bambino, gli diceva che non era possibile, ma allo stesso tempo non gli dispiaceva la prospettiva di poter andare in giro scatenando fulmini. Era come tutti i suoi giochi: si immaginava cacciatore, o ferroviere, o soldato e lo era realmente per tutta la durata del gioco, pur sapendo, in un angolino della sua testa, che era solo fantasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la madre accorse per vedere se si era spaventato, trovò il suo Tebzi tranquillo e leggermente sorridente, accanto alla finestra, intento a giocherellare con un rametto. Pensò orgogliosa di avere un figlio molto coraggioso. &lt;em&gt;Lanciatore di fulmini&lt;/em&gt;, pensava intanto Tebogo, e immaginava le sue avventure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Post hoc, ergo propter hoc” &lt;em&gt;è il titolo con cui gli antichi avevano etichettato un noto schema di ragionamento fallace. Certo, l’effetto viene sempre dopo &amp;mdash; &lt;/em&gt;post&lt;em&gt; &amp;mdash; la causa, ma questo venire dopo non è da solo garanzia di un &lt;/em&gt;propter&lt;em&gt;, di essere causato. Non tutto ciò che viene dopo è effetto di ciò che viene prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella teoria la cosa è molto semplice, anche un bambino di nove anni, senza conoscere la filosofia medievale, capisce che un rametto spezzato non provoca un fulmine. Ma bisogna anche ammettere che c’è &lt;/em&gt;post e post&lt;em&gt;, altrimenti come si fa a distinguere una causa da una coincidenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ricco cacciatore prende accuratamente la mira nel cannocchiale della sua carabina ultimo modello, accarezza delicatamente il sensibilissimo grilletto e spara. Subito, quasi contemporaneamente – ma pur sempre dopo, “post” –, il bel maschio di kudu (le lunghe corna ritorte ne faranno un magnifico trofeo) cade abbattuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A &lt;/em&gt;causa&lt;em&gt; del colpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripetiamo la scena. Il cacciatore prende la mira. Spara. L’antilope barcolla, fa qualche passo, poi cade. Di nuovo &lt;/em&gt;a causa&lt;em&gt; del colpo, forse meno preciso ma pur sempre causa della morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo. Il cacciatore prende la mira. Spara. Lo splendido cornuto (senza offesa per il cacciatore) fugge via. Corre per alcuni minuti poi si calma e si ferma. Più tardi sta brucando placidamente l’erba della savana, quando all’improvviso qualcosa non va. Alza la testa, si immobilizza per un istante, poi si accascia. Tenta di rialzarsi, ma senza successo. Dopo breve agonia, muore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato il cacciatore? Ha mangiato qualcosa di dannoso? Un virus che gli covava dentro ha scelto quel preciso momento per dare l’assalto finale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Prima&lt;em&gt; lo sparo, &lt;/em&gt;poi&lt;em&gt; la morte. Ma se il &lt;/em&gt;post&lt;em&gt; ritarda, si indebolisce il nesso. Anche una morte per vecchiaia, alcuni anni dopo quello sparo, sarebbe stata un &lt;/em&gt;post hoc&lt;em&gt;, ma non avrebbe nessun valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così quel fulmine: una frazione di secondo più tardi e sarebbe stata un’altra cosa. Ma se lo schianto e il lampo di luce si sovrappongono così perfettamente al normale schiocco di un legnetto che si spezza, al punto da poter immaginare che sia quella la sua espressione naturale, come se tutti i ramoscelli, quando vengono spezzati, producessero un lampo abbagliante e un’esplosione così forte da far tremare tutto nel raggio di molti metri... si capisce che c’è spazio almeno per fermarsi a fantasticare un po’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi anche l’entità dell’effetto ha la sua importanza. Se un uccello tessitore prende il volo nell’esatto istante in cui mi tocco l’orecchio... a una cosa così non facciamo alcun caso. Gli uccelli tessitori vanno e vengono mille volte al giorno nel loro continuo lavoro di costruzione del nido e poi di alimentazione dei piccoli; il singolo evento di un prendere il volo non appare per nulla significativo. Altra cosa è un finimondo: quello avviene ben di rado e sicuramente non passa inosservato.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno di due anni dopo, Tebogo si prepara ad uscire di casa per raggiungere il suo rifugio preferito: una collinetta dietro la stazione da dove si domina tutta l’attività dello scalo ferroviario e dove, soprattutto, si può stare in pace. Prende dal frigorifero la bottiglietta di Oros che la mamma ha messo in fresco per lui e se la infila nella tasca posteriore dei pantaloncini; la sensazione di fresco lo invita a gustarsi lo sciroppo colorato quanto prima, perché la giornata è calda e se aspetta troppo diventerà imbevibile. Afferra il suo cappellino da pescatore, dal colore indefinito fra verde e marrone chiaro, inevitabile risultato dell’accanimento del sole sul tessuto, e fa per avviarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già sulla porta nota il gruppo di ragazzi che bighellonano all’ombra del merula,  all’estremo del piazzale. Tebogo ha da tempo imparato ad evitare il più possibile quei ragazzi. Non capisce bene come succeda, ma gli sembra che ci sia qualcosa in lui che attiva invariabilmente l’aggressività di quel genere di persone. A volte si chiede perché i suoi compagni di scuola possono passare indisturbati – almeno il più delle volte – davanti a qualsiasi gruppo di ragazzacci, con la sola avvertenza di tirare dritto senza provocarli in alcun modo, e lui invece no. Perché, per quanto si sforzi di non farsi notare, di non fare nulla che possa richiamare l’attenzione, lui si ritrova sempre apostrofato, fermato o molestato? Hanno una specie di sesto senso, quelli lì, e percepiscono la presenza di uno come Tebogo già da lontano. Ne sono attratti come le mosche verso il biltong appeso a seccare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccolo sa di non avere scelta: se provasse a tagliare dritto verso di loro l’audacia gli costerebbe come minimo la perdita della sua bibita. Come altre volte si rassegna a fare il giro lungo, dietro le case. Si consola pensando che può sempre prendere qualche sorso di Oros già durante la salita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando raggiunge la sua collinetta la questione della deviazione è già dimenticata. Il lavoro della ferrovia lo affascina ed è felice quando può trascorrere il pomeriggio a contemplarlo. Un giorno seguirà sicuramente le orme di suo padre lavorando nella ferrovia, prospettiva di cui il papà va apertamente orgoglioso. “Vedrete che il mio Tebzi diventerà capostazione”, dice con frequenza ai parenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osserva le operazioni di scarico di tre vagoni scoperti pieni di casse. Ogni tanto beve. I vagoni vengono staccati dal treno e la piccola motrice diesel – quella che spesso manovra il suo papà – li ha trainati e poi spinti su un binario laterale. Poi gli uomini si sono messi a lavorare, lenti sotto il sole del primo pomeriggio. Alcuni in piedi sui vagoni, altri nella zona a ridosso del muro dei magazzini, dove vengono accatastate le casse, mentre due carrelli elevatori, fra tutte la macchina che Tebogo preferisce, fanno la spola con il carico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminata la bibita, Tebogo poggia la bottiglietta tra i piedi scalzi. La fa rotolare un po’ avanti e indietro con la pianta del piede, poi fa per schiacciarla. Un gesto abituale, realizzato senza nemmeno guardare, l’attenzione rivolta ad un vagone per il trasporto di liquidi parcheggiato in disparte sul binario morto più remoto di tutto lo scalo. Da quanti giorni starà lì, quattro o cinque? I colori sbiaditi gli ricordano una gigantesca lattina di coca cola adagiata su un paio di carrelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E nell’esatto momento in cui il piede schiaccia la bottiglietta, proprio quel vagone cisterna esplode in una palla di fuoco. Una fiammata densa, non particolarmente luminosa nell’intensità della luce estiva, si espande rotolando lateralmente e verso l’alto. Un maestoso boato sovrasta  completamente il modesto rumore di plastica accartocciata della bottiglietta, mentre l’onda d’urto raggiunge Tebogo abbracciandolo in un caldo spintone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In basso gli uomini si agitano come le formiche quando con un calcio gli scoperchi il formicaio, mentre la palla di fuoco lascia il posto a fiamme alte che producono una densa colonna di fumo nero. Ma l’attenzione di Tebogo è sulla bottiglietta che ha schiacciato. Gli torna in mente quella sera di due anni prima, il lanciatore di fulmini, mentre rivede mentalmente tutti i particolari dello spettacolo cui ha appena assistito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si avvia verso casa, rigirando tra le mani la bottiglietta accartocciata. Attraversa senza pensarci il gruppo dei bulletti, un lanciatore di fulmini con in mano la sua arma potente. I ragazzi, che stavano commentando agitati l’esplosione appena sentita, si fermano e lo guardano passare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta non gli dicono nulla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-8592255673868859579?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/8592255673868859579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/8592255673868859579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/01/post-hoc-ergo-propter-hoc.html' title='Post hoc, ergo propter hoc'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-850708635385160035</id><published>2008-11-25T11:25:00.004+01:00</published><updated>2009-05-22T16:27:05.694+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><title type='text'>Indifferenza</title><content type='html'>Aladino si guardò intorno stupito. Qualcosa di insolito se l’aspettava pure, ma non di ritrovarsi così: al centro di… “questo”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Gli mancavano le parole, i concetti, per afferrare la sua situazione. Si trovava in piedi su una superficie bianca, liscia ma non scivolosa, perfettamente piana ed estesa in tutte le direzioni. All’infinito. Nessuna irregolarità, nessun rilievo, nemmeno una sfumatura di colore… nulla. E nessun oggetto: nessuna pianta, nessun animale, nessuna presenza umana, nemmeno qualche traccia di una presenza. Un immenso spazio vuoto, un panorama impeccabilmente uniforme. Ovunque guardasse, la linea dell’orizzonte descriveva una perfetta circonferenza bianca, lì dove quel perfetto pavimento bianco lasciava il posto al grigio del cielo.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Anche il cielo, perfettamente uniforme. Una leggera foschia gli conferiva un aspetto grigio chiaro, assolutamente uguale dappertutto. Avesse voluto orientarsi con il sole non gli sarebbe stato possibile: in nessuna direzione si notava una maggiore o minore luminosità che permettesse di indovinare la posizione dell’astro. La luce proveniva da tutta la volta in ugual modo. Ovviamente il suo corpo non proiettava alcuna ombra.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Decise di sondare fino in fondo quella assurdità. Si sedette in terra, a gambe incrociate, stese le braccia nella posizione della meditazione, chiuse gli occhi e respirò a fondo. Lentamente. Senza fretta iniziò ad ascoltare il suo corpo: non sentiva né freddo né caldo, né nell’aria immobile intorno a sé, né in alto – perché nel deserto invece lo senti il sole che di giorno ti brucia sulla pelle e quello stesso calore, di notte, te lo senti succhiare via dal cielo gelido – né dal basso, nella perfetta neutralità di quella strana superficie su cui poggiava.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Annusò l’aria: nessun odore, nessun aroma. Provò a ricordare il salmastro del mare, l’odore pungente di uomini e animali accaldati, tutte le varietà di aromi e di lezzi della città. Un campo dopo la mietitura, la sabbia umida del deserto alla prima pioggia, un’oasi in primavera… Si era disposto a riconoscere anche il più remoto accenno di un profumo, ma: niente.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Provò allora ad ascoltare. Immaginò di estendere la sua attenzione sempre più distante. Avrebbe potuto udire il respiro di una lucertola a un tiro di sasso, il fruscio di una foglia, il battito di qualsiasi cuore, oltre al suo che percepiva quasi assordante. Ancora niente; solo la consapevolezza della propria presenza.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Emise un ultimo sospiro, inspirò e poi chiamò con forza: “Genio!”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Aprì gli occhi ad incrociare lo sguardo del Genio, seduto di fronte a lui, copiando la sua posizione; la tunica arabescata di un blu intenso a contrastare il rosso cupo del tappeto sotto di lui. Il Genio sorrise compiaciuto, e come indovinando la domanda di Aladino gli disse: “Puoi andare, sei libero”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Andare dove?”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Scegli tu. Puoi andare dove vuoi. Mi hai chiesto la libertà e io ti ho reso l’uomo più libero che sia mai esistito. Va’ pure”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Da tempo Aladino aveva imparato a non arrabbiarsi con il Genio: era inutile. Aveva anche imparato a non aspettarsi nulla di importante da lui. Ma ogni volta faceva una gran fatica a controllare i nervi.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Senti, Genio, dove dovrei andare se qui non c’è nessuna indicazione, nessun riferimento? Da che parte è la città più vicina? Dov’è il mare? E per Baghdad, da che parte?”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il Genio, ora comodamente disteso su una &lt;i&gt;chaise longue &lt;/i&gt;traboccante di cuscini di vari colori e dimensioni, parve sorpreso.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Ma non capisci? Da qui puoi andare in qualsiasi direzione. Ovunque troverai questo terreno perfetto, né troppo duro né troppo morbido, senza buche, sassi, o qualsiasi altro ostacolo che possa intralciarti. Nessuna montagna, fiume, precipizio… nulla che possa obbligarti a rinunciare ad una qualche direzione se è quella che desideri. Sei completamente libero di andare dove vuoi”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Sì, ma…”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il Genio non si lasciò interrompere: “Ho pensato a tutto, sai? Nessuna meta che possa condizionare la tua scelta, nemmeno una variazione di colore che possa sollecitare preferenze nel subconscio, nessuna determinazione di orientamento verso cui dirigerti o da cui allontanarti. E poi, un tempo assolutamente immobile, perché tu non ti senta pressato dal sorgere o calare del sole; nemmeno alcun bisogno fisico nel tuo corpo: puoi stare fermo se lo vuoi, ma non sarai costretto a fermarti né per stanchezza, né per sonno; niente fame o sete che possano influire sulle tue scelte”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il Genio si tirò su a sedere sulla &lt;i&gt;chaise longue&lt;/i&gt; che nel frattempo si adattava alla sua nuova posizione trasformandosi in un’avvolgente poltrona in pelle nera. A braccia conserte fissò Aladino con aria soddisfatta.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Ho pensato proprio a tutto, per la tua piena e completa libertà”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Fammi indovinare. Immagino che se adesso prendessi una direzione qualsiasi, anche se camminassi sempre dritto per moltissimo tempo senza mai fermarmi, comunque non incontrerei nulla: sempre questa distesa uniforme e perfettamente piatta. Giusto?”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Vedo che impari a capirmi”, rispose un compiaciutissimo Genio. “Certo che non incontreresti nulla. Se tu, camminando in una direzione, ad un certo punto vedessi qualcosa – una città, un albero, una cacca di cammello… – potresti decidere di raggiungerla, oppure potresti decidere di evitarla, ma comunque quella cosa influenzerebbe la tua scelta. La tua massima libertà richiede l’uniformità più completa. Perché la libertà è una cosa impegnativa: tutto questo infinito spazio bianco è a malapena sufficiente per la piena espansione della tua immensa libertà”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Aladino in fondo era divertito. Sapeva bene che, quando aveva evocato il Genio dal profondo della segreta in cui si trovava rinchiuso, era stato più per noia che per necessità.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Possibile, Genio, che tu non riesca proprio mai a comprendere le esigenze di un uomo? Che me ne faccio di questa libertà &lt;i&gt;vuota&lt;/i&gt;? Se ti ho chiesto la libertà era perché avrei voluto fare qualcosa che, rinchiuso in prigione, mi era impedita. Che so, tipo cantare una serenata alla figlia del Sultano, rubare i gioielli delle mogli di Ussuf, mangiare datteri sul terrazzo di una villa di mare, lasciandomi accarezzare dalla brezza del tramonto. Posso fare qualcosa di tutto questo a partire da questa tua &lt;i&gt;perfetta&lt;/i&gt; libertà? Dimmi, dove posso trovare dei datteri qui? Dove sono dei passanti da prendere di mira quando ne sputo i semi? E soprattutto, dimmi a che distanza mi trovo dalla mia principessa, perché senza di lei non so che farmene della libertà, e nemmeno della vita”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il Genio si era fatto piccolissimo e guardava mortificato verso Aladino dal basso della sua nuova dimensione.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Allora rifiuti questo prodigio? Devo riportarti nell’orribile prigione dove ti trovavi?”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Certamente, e sbrigati perché è quasi l’ora del rancio e il profumino che si sentiva prometteva bene. Prima mangio, poi vedrò come evadere”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Quindi non ho esaudito il tuo desiderio?”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Direi proprio di no. E lo sai”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Restiamo a tre?”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Sempre tre. Finché non mostrerai un po’ di buon senso”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Sei incontentabile”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Sei un incapace. Però mi piace la tua compagnia”.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Be’, devo ammettere che anche tu mi vai… &lt;i&gt;a Genio&lt;/i&gt;. Eh, eh, eh!”&lt;br&gt;&lt;br /&gt;“Incapace pure di rinnovare le tue battute cretine. Dài, sbrigati”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-850708635385160035?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/850708635385160035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/850708635385160035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/11/indifferenza.html' title='Indifferenza'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-8935692044007621583</id><published>2008-11-14T19:26:00.001+01:00</published><updated>2008-11-14T19:26:01.401+01:00</updated><title type='text'>Aut aut (3)</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;14/11/2008&lt;br /&gt;idolatria&lt;br /&gt;Sören Kierkegaard, Aut aut&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(59)&lt;br /&gt;Immaginiamo una fanciulla innamorata con tutta l'anima, i cui occhi non conoscano altra gioia che vedere l'amato, la cui anima non abbia altro pensiero che lui, il cui cuore non abbia altro desiderio che quello di appartenere a lui, per la quale nulla, nulla né in cielo né in terra, abbia importanza se non lui; ecco che abbiamo, di nuovo, una concezione di vita estetica, in cui la condizione è posta al di fuori dell'individuo stesso. (...) È certo che a molti un amore come questo appare meraviglioso. Più tardi ti spiegerò perché non lo approvo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-8935692044007621583?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/8935692044007621583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/8935692044007621583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/11/aut-aut-3.html' title='Aut aut (3)'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-791543462960380983</id><published>2008-11-14T19:26:00.000+01:00</published><updated>2008-11-14T19:26:01.153+01:00</updated><title type='text'>Aut aut (2)</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;14/11/2008&lt;br /&gt;interiorità, riflessione&lt;br /&gt;Sören Kierkegaard, Aut aut&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(55)&lt;br /&gt;Non ho mai negato le tue ottime doti spirituali, come potrai vedere dal fatto che molto spesso ti ho biasimato perché le hai usate male. Sei spiritoso, ironico, buon osservatore, dialettico, esperto nei piaceri, sai calcolare il momento, sei, secondo le circostanze, sentimentale o senza cuore, ma, con tutto questo, vivi sempre solo nel momento, la tua vita si disfa in una serie incoerenti di episodi senza che tu possa spiegarla. Se uno vuole imparare l'arte di godere è giustissimo che vada da te, ma se desidera comprendere la tua vita, non si rivolge alla persona adatta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-791543462960380983?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/791543462960380983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/791543462960380983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/11/aut-aut-2.html' title='Aut aut (2)'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-3354731424666073171</id><published>2008-11-14T19:25:00.001+01:00</published><updated>2008-11-14T19:25:01.862+01:00</updated><title type='text'>Aut aut</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;14/11/2008&lt;br /&gt;accettazione&lt;br /&gt;Sören Kierkegaard, Aut aut&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(53)&lt;br /&gt;Come un erede, anche se fosse erede di tutte le ricchezze di questo mondo, non le possiede prima di diventar maggiorenne, così la più ricca personalità non è nulla prima di aver scelto se stessa, e, d'altra parte, anche quella che potremmo chiamare la più misera personalità, è tutto quando ha scelto se stessa. La grandezza, infatti, non consiste nell'essere questo o quello, ma nell'essere se stesso, e questo ciascuno lo può se lo vuole.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-3354731424666073171?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/3354731424666073171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/3354731424666073171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/11/aut-aut.html' title='Aut aut'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-671788018314259348</id><published>2008-09-20T18:41:00.000+02:00</published><updated>2008-09-20T18:42:06.951+02:00</updated><title type='text'>Pudore</title><content type='html'>20/9/08&lt;br /&gt;(pudore, intimità)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;small&gt;MBERTO&lt;/small&gt; G&lt;small&gt;ALIMBERTI&lt;/small&gt;, &lt;em&gt;L'ospite inquietante&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, Feltrinelli 2007. Cap. 6. &lt;i&gt;La pubblicizzazione dell'intimità&lt;/i&gt; (pp. 57-64)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;Se chiamiamo "intimo" ciò che si nega all'estraneo per concederlo a chi si vuol fare entrare nel proprio segreto profondo e spesso ignoto a noi stessi, allora il pudore, che difende la nostra intimità, difende anche la nostra &lt;em&gt;libertà&lt;/em&gt;. E la difende in quel nucleo dove la nostra &lt;i&gt;identità&lt;/i&gt; personale decide che tipo di &lt;i&gt;relazione&lt;/i&gt; instaurare con l'altro&amp;raquo; &lt;small&gt;(57)&lt;/small&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;Siccome agli altri siamo irrimediabilmente &lt;i&gt;esposti&lt;/i&gt; (...), il pudore è un tentativo di mantenere la propria &lt;i&gt;soggettività&lt;/i&gt; in modo da essere segretamente se stessi in presenza degli altri. (...) Nell'intimità occorre essere discreti e non svelare per intero il proprio intimo, affinché non si dissolva quel mistero che, se interamente svelato, estingue non solo la fonte della fascinazione, ma anche il recinto della nostra identità, che a questo punto non è più disponibile neppure per noi&amp;raquo; &lt;small&gt;(58)&lt;/small&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Molti giovani scambiano la propria &lt;i&gt;identità&lt;/i&gt; con &lt;i&gt;ciò che appare&lt;/i&gt;, con la loro immagine pubblica. Io &lt;i&gt;sono&lt;/i&gt; se &lt;i&gt;appaio&lt;/i&gt;. Questo errore porta alla dissoluzione dell'identità.]&lt;small&gt;(cfr. 58s.)&lt;/small&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;[Dei &lt;i&gt;reality show&lt;/i&gt;:] Trasmissioni che dobbiamo considerare più pornografiche della pornografia propriamente detta, perché denudare la propria anima è peggio che denudare il proprio corpo&amp;raquo; &lt;small&gt;(59)&lt;/small&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;Il pudore, prima di una faccenda di mutande che uno può cavarsi o infilarsi quando vuole, è una faccenda d'anima che, una volta de-psicologizzata, perché si sono fatte cadere le pareti che difendono il dentro dal fuori, l'interiorità dall'esteriorità, non esiste semplicemente più&amp;raquo; &lt;small&gt;(62s.)&lt;/small&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Due identificazioni pericolose, già pienamente in atto nella nostra società: 1. sincerità = spudoratezza; 2. pudore = repressione.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[La de-psicologizzazione (ie soppressione dell'intimità personale) porta direttamente all'omologazione: dato che non penso, non sento, non desidero in modo autonomo, penso, sento e desidero ciò che viene generalmente pensato ecc. nel mio ambiente.]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-671788018314259348?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/671788018314259348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/671788018314259348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/09/pudore.html' title='Pudore'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-1733018099203508547</id><published>2008-03-24T11:50:00.003+01:00</published><updated>2008-03-24T11:51:23.276+01:00</updated><title type='text'>Mastrocola (citazioni)</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;22/3/2008&lt;br /&gt;(libri)&lt;br /&gt;Paola Mastrocola, Più lontana della luna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A volte accade, con i vestiti, che ti parlino e allora è fatta: li devi comprare. Non è per vanità, io non sono vanitosa. È per necessità, dei vestiti dico. Sono loro che si sentono soli, ti vedono e gli nasce l'assoluta necessità che tu li prenda, estirpandoli dalla loro inutile solitudine&lt;/em&gt;. (164)&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non so perché mi piacevano così tanto le statue. Mi sono sempre piaciute. Forse perché stanno ferme sempre nella stessa posa: se sorridono, sorridono; se hanno una mano alzata, la tengono alzata, mai che tornando gliela trovi abbassata. Sono delle certezze, le statue. Non cambiano mai. Forse per questo mi piacevano: potevo andarle a trovare anche cento volte, loro erano sempre uguali&lt;/em&gt;. (166)&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Forse una storia dipende da come la racconti, e a chi. A Ghitti l'avevo raccontata bene, perché lei era la mia grande amica. Oppure, siccome era la mia grande amica, in qualunque modo gliel'avessi raccontata, andava a pennello. Però, se fossi riuscita un giorno a raccontarla a chiunque, anche a gente non amica, a perfetti sconosciuti, allora sarebbe diventata una storia buona&lt;/em&gt;. (190)&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Io vorrei che tutti mi commissionassero statue, invece la gente se la cava con una lapide e basta; le interessa incidere grande il nome, la data, quattro parole al morto, così tanto per dirgli ancora qualcosa, anzi, perché gli altri vedano bene in rilievo che loro gli dicono ancora qualcosa, al loro morto. E allora incidono le tiritere solite:&lt;/em&gt; Sei sempre nei nostri cuori, Riposa in pace, Beato nella vera vita, I tuoi cari dolenti...&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Mai che qualcuno scriva qualcosa di un po' più diretto e vivo, qualcosa tipo:&lt;/em&gt; Mi manchi da morire, Non vedo l'ora di raggiungerti, Perché mi hai fatto questo, Stronzo mi hai lasciata sola, E adesso come faccio&lt;em&gt;. No. Mai incisa una lapide così&lt;/em&gt;. (269)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-1733018099203508547?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1733018099203508547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1733018099203508547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/03/mastrocola-quotes.html' title='Mastrocola (citazioni)'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-1267055454738670701</id><published>2008-03-15T11:42:00.001+01:00</published><updated>2008-03-15T11:44:21.673+01:00</updated><title type='text'>19 marzo</title><content type='html'>15/3/08&lt;br /&gt;(spiritualità)&lt;br /&gt;Edith Stein&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pesante e oscuro grava su di noi il cielo.&lt;br /&gt;È dunque eterna la notte e non brillerà mai più per noi la luce?&lt;br /&gt;Il Padre di lassù ci ha voltato le spalle?&lt;br /&gt;Come un incubo lega il cuore il bisogno.&lt;br /&gt;Non c'è in nessun luogo un salvatore che possa aiutarci?&lt;br /&gt;Guarda, un raggio, vittorioso, penetra le nubi, con amicizia guarda giù una luminosa piccola stella quale occhio di Padre benevole e mite.&lt;br /&gt;E così raccolgo tutto quanto ci angoscia, lo sollevo e lo depongo nelle tue mani fedeli:&lt;blockquote&gt;Prendilo,&lt;br /&gt;San Giuseppe, pensaci!&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Forti tormente rintronano nel paese.&lt;br /&gt;Querce nel cuore della terra affondanti le radici e superbe innalzanti al cielo la chioma, giacciono ora svelte e schiantate, terrore di devastazione intorno, non squassa la tempesta anche la fortezza della fede?&lt;br /&gt;Si spezzeranno le loro sante colonne?&lt;br /&gt;Il nostro braccio è debole, chi le sosterrà?&lt;br /&gt;Supplici innalziamo a Te le mani:&lt;br /&gt;Tu, come Abramo, Padre della fede,&lt;br /&gt;forte nella semplicità del bimbo, miracolosamente potente per forza d’ubbidienza e senso puro:&lt;br /&gt;protezione del santo tempio del nuovo Patto,&lt;blockquote&gt;Proteggilo,&lt;br /&gt;San Giuseppe, pensaci!&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Quando dobbiamo camminare fuori dalla patria e di casa in casa alloggio cercare, precedici allora tu, guida fedele, Tu compagno di cammino della Vergine purissima, Tu premuroso Padre fedele del Figlio di Dio, Betlemme e Nazareth, lo stesso Egitto ci sarà patria se tu sei con noi, Dove tu sei, qui c'è la benedizione del cielo.&lt;br /&gt;Come bimbi seguiamo i tuoi passi,&lt;br /&gt;stringiamo le tue mani con piena fiducia:&lt;blockquote&gt;Sii tu la nostra patria:&lt;br /&gt;San Giuseppe, pensaci!&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-1267055454738670701?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1267055454738670701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1267055454738670701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/03/19-marzo.html' title='19 marzo'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-3107950070014149820</id><published>2008-03-03T20:02:00.000+01:00</published><updated>2008-03-03T20:03:54.445+01:00</updated><title type='text'>Profezia </title><content type='html'>1/3/2008&lt;br&gt;Dostoevskij, L&amp;#39;idiota, II,9.&lt;p&gt;Pazzi, vanitosi; non credono in Dio, non credono in Cristo! Ma siete cos&amp;#236;&lt;br&gt;rosi dalla vanit&amp;#224; e dall&amp;#39;orgoglio che finirete per divorarvi a vicenda, ve&lt;br&gt;lo pred&amp;#236;co.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-3107950070014149820?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/3107950070014149820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/3107950070014149820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/03/profezia.html' title='Profezia '/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-4022687825834408027</id><published>2008-02-28T13:16:00.002+01:00</published><updated>2008-02-28T17:43:49.433+01:00</updated><title type='text'>Opere quaresimali</title><content type='html'>27/2/08&lt;br /&gt;Spiritualità&lt;br /&gt;S. Pietro Crisologo, Sermo 43 (Uff. Lett.., mart III sett quaresima)&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché  solo il latino riesce ad esprimere bene certe cose?&lt;/span&gt;&lt;p&gt;Tria sunt, tria, fratres, per quæ stat fides, constat devotio, manet virtus. Oratio, ieiunium misericordia. Quod oratio pulsat, impetrat ieiunium, misericordia accipit. Oratio, misericordia, ieiunium, sunt hæc tria unum, dant hæc sibi invicem vitam. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Est namque orationis anima ieiunium, ieiunii vita misericordia est. Hæc nemo rescindat, nesciunt separari. Horum qui unum tantum habet, vel ista qui simul non habet, nihil habet.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-4022687825834408027?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/4022687825834408027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/4022687825834408027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/02/opere-quaresimali.html' title='Opere quaresimali'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-5744837226702071172</id><published>2008-02-15T16:34:00.000+01:00</published><updated>2008-02-15T16:29:56.028+01:00</updated><title type='text'>L'uomo politico che ci vorrebbe</title><content type='html'>&lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=140562815-15022008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Non parlo volentieri  di politica. Penso sia un consiglio molto saggio che il fondatore dell'Opus Dei  dava ai suoi figli sacerdoti. Però ascolto, e in questi giorni si sentono tante  cose...&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=140562815-15022008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Alcuni amici  parlavano dell'uomo politico che avrebbero voluto vedere: uno onesto, signorile  nelle polemiche, politicante per passione e non per interesse, disposto a  mettere l'interesse del Paese al di sopra del suo. Per esempio disposto a dire  qualche volta: "Tizio è un mio avversario, ma su questa cosa ha proprio  ragione". Che si rifiuti di farsi coinvolgere in polemiche stupide e mantenga  l'attenzione sui problemi veri. Insomma, un'utopia.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=140562815-15022008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Già Platone aveva  capito che per fare un buon politico ci vogliono delle qualità straordinarie, e  lo esprimeva facendo riferimento al tipo di persona più straordinario che lui,  ai suoi tempi, poteva concepire. Diceva che l'uomo poliltico ideale è il  filosofo.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=140562815-15022008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Ascoltando i miei  amici ho capito che possiamo fare un passo avanti: &lt;STRONG&gt;l'uomo politico  ideale&amp;nbsp;è il santo&lt;/STRONG&gt;!&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-5744837226702071172?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5744837226702071172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5744837226702071172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/02/luomo-politico-che-ci-vorrebbe.html' title='L&apos;uomo politico che ci vorrebbe'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-4469728319758081164</id><published>2008-01-29T20:01:00.001+01:00</published><updated>2008-01-29T19:58:13.257+01:00</updated><title type='text'>scioccante bellezza</title><content type='html'>&lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=453491318-29012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;EM&gt;Inizio la  trascrizione di una recente conferenza di Kreeft, intitolata "Shocking Beauty".  Non so se riuscirò a completarla, perché è un lavoro troppo lungo. L'audio della  conferenza, in inglese, si trova sul sito di Kreeft: &lt;A  href="http://www.peterkreeft.com"&gt;www.peterkreeft.com&lt;/A&gt;&lt;/EM&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=453491318-29012008&gt;&lt;EM&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/EM&gt;&lt;/SPAN&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=453491318-29012008&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;Alla fine del mio libro &lt;I&gt;Socrates meets Jesus,  &lt;/I&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Socrate si trova, non si sa come, alla  facoltà di teologia di Harvard e fa una domanda molto imbarazzante. È arrivato  al cristianesimo con il ragionamento, facendo domande oneste e andando fino in  fondo su ogni questione.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;La domanda  imbarazzante è "dove sono tutti i cristiani?". Sicuramente in questa facoltà di  teologia ce ne deve essere qualcuno: perché stanno così nascosti?&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Se il  cristianesimo è vero tutto cambia. Proprio le ultime parole del Signore, in Ap  21,5, sono "Ecco io faccio nuove tutte le cose". Nel film di Gibson, Gesù spiega  a sua madre la necessità di tutto quello che sta facendo, con questa frase:  "Vedi, Madre, come faccio nuove tutte le cose?" Cristo ha cambiato ogni uomo che  ha incontrato. Ha spaccato in due la storia, dividendola in "aC" e "dC" e  inserendo in mezzo l'eternità. Se uno afferma di averlo incontrato e non ne è  stato cambiato, è che non l'ha incontrato. Toccare lui è toccare un fulmine.  Socrate è stupito perché non vede i segni delle bruciature.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Incontrare Gesù è  fulminante. La causa dello shock è la sua presenza reale. I segni si dovrebbero  notare nella Chiesa e nel mondo, se solo glielo permettessimo.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;BR&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;"&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Scioccante" è  l'opposto di "noioso". Gesù è l'unico uomo nella storia che non abbia mai  annoiato nessuno. Non è una verità di fede, è un fatto. Un motivo in più per  credere nella sua divinità. In fondo questa è la ragione ultima dello shock e  della singolarità di questo shock. È come se Macbeth incontrasse, non il  fantasma di Banquo o MacDuff, ma Shakespeare; come se Frodo incontrasse, non  Gandalf o Aragorn, ma Tolkien!&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Mi piace far  notare tre fatti empirici e verificabili della personalità di Gesù che mostrano  che non è né un bugiardo né un pazzo: la sua saggezza psicologica pratica, la  sua bontà e amore e, forse la più straordinaria e significativa delle tre, il  suo essere &lt;/SPAN&gt;&lt;I&gt;interessante&lt;/I&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;. Nel  Vangelo la parola che viene usata è &lt;/SPAN&gt;&lt;I&gt;thauma&lt;/I&gt;&lt;SPAN  style="FONT-STYLE: normal"&gt;, meraviglia. Vale per i suoi nemici che lo hanno  ucciso, per i suoi discepoli che lo adoravano, e anche per gli agnostici che si  allontanavano scuotendo la testa: "Mai nessun uomo ha parlato come quest'uomo".  Sapevano che se continuava così avrebbero dovuto necessariamente prendere una  posizione, o per i suoi uccisori o per i suoi adoratori. Lo shock di Gesù spezza  il cuore in due e costringe a scegliere quale delle due metà seguire. Gesù non è  mai stato noioso.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;BR&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;La noia è uno dei  principali problemi psicologici di oggi. Ho il sospetto che la noia sia una  causa principale della violenza, della guerra e dell'odio. Nessuno si annoia  mentre sta uccidendo o sta progettando l'uccisione di qualcun altro. Vi  ricordate come erano diventati improvvisamente interessanti i nostri  telegiornali quando abbiamo iniziato la nostra ultima guerricciola? Non vedete  il gruppetto di demonietti annoiati seduti nei sotterranei del nostro inconscio,  in cerca di guai? "Ehi, ieri è stata una pizza. Che facciamo domani?" "Che ne  dite di vestirci con buffe divise, procurarci dei fucili, andare in un grande  campo e ucciderci a vicenda?" "Oh, sì, che bella idea!"&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Chiunque abbia  dei bambini sa che pericolo&amp;nbsp;&lt;SPAN class=453491318-29012008&gt;sia&lt;/SPAN&gt; la  noia. L'unico modo efficace per far star buoni i bambini è suscitare il loro  interesse. I bambini annoiati combinano sempre dei guai. E noi adulti siamo solo  grossi bambini, mimetizzati sotto diversi strati di  socializzazione.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-4469728319758081164?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/4469728319758081164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/4469728319758081164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/scioccante-bellezza.html' title='scioccante bellezza'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-5269376801281449600</id><published>2008-01-29T20:01:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T19:58:07.620+01:00</updated><title type='text'>scioccante bellezza (2)</title><content type='html'>&lt;DIV&gt;&amp;nbsp; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Un altro modo per  superare la noia è il sesso facile. La nostra cultura è satura di sesso e  violenza, in gran parte perché è satura di noia. Una noia universale, non quella  che può essere collegata ad una specifica attività ripetitiva, ma che abbraccia  tutto, come il cielo sopra di noi, non solo induce al peccato, ma è già un  peccato di per sé. Nel Medioevo lo chiamavano &lt;/SPAN&gt;&lt;I&gt;accidia&lt;/I&gt;&lt;SPAN  style="FONT-STYLE: normal"&gt;, uno dei sette peccati capitali. L'accidia non è  semplice pigrizia, anzi è compatibile con l'assenza di pigrizia "fisica". È la  passività e inattività della volontà e delle passioni, anche in presenza del  vero bene. In altre parole, è il rifiuto dell'anima di accettare il suo  nutrimento. Se la violenza è come nutrire l'anima di schifezze, l'accidia è come  l'anoressia dello spirito. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Dove si trova  l'accidia? Provate ad andare una domenica in chiesa, e poi andate in uno stadio  o anche in un campo sportivo di qualsiasi categoria. Confrontate la passione,  l'interesse, l'energia, il coinvolgimento del cuore nei due posti. Quanto  spirito, quanto di se stessi viene messo in gioco in questi due  posti?&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;BR&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Mi confesso in  pubblico, sono un tifoso di Dio, ma sono molto più tifoso della mia squadra. Mi  eccito molto di più per una vittoria sportiva che per la vittoria sul diavolo.  Sono uno stupido! Questo è uno dei motivi che mi convincono della verità del  peccato originale.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;BR&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Non ci rendiamo  conto di cosa sta succedendo quando stiamo in chiesa? Non sappiamo che stiamo  partecipando ad una riunione di cospiratori che tramano la rivoluzione contro il  "principe di questo mondo"? Non sappiamo che il Grande Leone della tribù di  Giuda si introduce di nascosto in quelle riunioni per incontrarci? Evidentemente  no.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Perché la gente  in chiesa assomiglia tanto a degli allegri turisti decerebrati in un viaggio  organizzato nell'Assoluto? Qualcuno ha almeno una pallida idea di quale immenso  potere stiamo invocando con tanta banalità? Le chiese sono come dei bambini che  giocano al piccolo chimico con&amp;nbsp;&lt;SPAN  class=687471618-29012008&gt;dell'esplosivo&lt;/SPAN&gt;. È assurdo che le donne vengano  con i loro cappelli eleganti, quando dovremmo indossare elmetti e giubbotti  antiproiettile. Dovrebbero mettere le cinture di sicurezza ai banchi, perché il  Dio che dorme potrebbe un giorno risvegliarsi a trascinarci in luoghi da cui non  c'è ritorno.&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Perché ci  annoiamo? Cosa manca? Non certo il piacere. Nella nostra società abbiamo  sviluppato alla perfezione la capacità di procurarci piacere. Ma nessun piacere  soddisfa se è noioso. L'assoluto opposto del piacere non è il dolore, ma la  noia. Siamo disposti a correre il rischio di soffrire, pur di rendere più  interessante una vita noiosa. Per questo la guerra è interessante. E anche i  suoi surrogati civilizzati, lo sport e il gioco d'azzardo, che non sono altro  che rischio ritualizzato. È anche il motivo per cui i suicidi sono più frequenti  tra i ricchi che tra i poveri. Perché avere molti soldi rende la vita  prevedibile, controllabile, e pertanto &lt;/SPAN&gt;&lt;I&gt;noiosa&lt;/I&gt;&lt;SPAN  style="FONT-STYLE: normal"&gt;. Una vita senza sorprese non merita di essere  vissuta. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;BR&gt;&lt;/P&gt; &lt;P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;Allora? Qual è  l'opposto della noia? Non il piacere, nemmeno la felicità, ma &lt;/SPAN&gt;&lt;I&gt;la  gioia&lt;/I&gt;&lt;SPAN style="FONT-STYLE: normal"&gt;. La gioia suppone sempre una  sorpresa, magari uno shock. I sentimenti opposti alla gioia  rabbia, ira,  orrore, terrore  anche quelli sono reazioni a uno shock. Chi incontra Gesù  prova sempre o gioia, o uno dei suoi opposti. Un anticipo del paradiso o un  anticipo dell'inferno.&lt;SPAN class=687471618-29012008&gt; &lt;/SPAN&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN  style="FONT-STYLE: normal"&gt;Non tutti quelli che incontrano Gesù ne sono  contenti, ma tutti ne sono colpiti, scioccati. &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-5269376801281449600?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5269376801281449600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5269376801281449600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/scioccante-bellezza-2.html' title='scioccante bellezza (2)'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-5019196693634515857</id><published>2008-01-27T10:57:00.004+01:00</published><updated>2008-01-27T10:55:00.585+01:00</updated><title type='text'>natale </title><content type='html'>26/1/2008&lt;br&gt;spiritualit&amp;#224; &lt;br&gt;De Luca, In nome...&lt;p&gt;(66s.)&lt;br&gt;Il bue ha muggito piano, l&amp;#39;asina ha sbatacchiato forte le orecchie. &amp;#200; stato&lt;br&gt;un applauso di bestie il primo benvenuto al mondo di Ieshu, figlio mio. Non&lt;br&gt;ho chiamato Iosef. Gli avevo promesso un figlio all&amp;#39;alba ed era ancora&lt;br&gt;notte. Fino alla prima luce Ieshu &amp;#232; solamente mio. &amp;#200; solamente mio: voglio&lt;br&gt;cantare una canzone con queste tre parole e basta. Stanotte qui a Bet L&amp;#232;hem&lt;br&gt;&amp;#232; solamente mio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-5019196693634515857?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5019196693634515857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5019196693634515857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/natale.html' title='natale '/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-2445866511329841716</id><published>2008-01-27T10:57:00.003+01:00</published><updated>2008-01-27T11:35:05.386+01:00</updated><title type='text'>di che cosa sarà capace  l'amore?</title><content type='html'>23/1/2008&lt;br /&gt;spiritualità&lt;br /&gt;Romano Guardini, Il Signore (Der Herr. Betrachtungen &amp;#252;ber die Person und das&lt;br&gt;Leben Jesu Christi, 1937), Morcelliana - VeP 2005.&lt;p&gt;&lt;br /&gt;(38)&lt;br /&gt;Nessuna delle cose grandi nella vita umana &amp;#232; scaturita dal mero&lt;br&gt;pensare; tutte dal cuore e dall&amp;#39;amore che vi nasce. (...) Ora, per&amp;#242;, quando&lt;br&gt;&amp;#232; Dio, che in questo caso ama? Quando sono la profondit&amp;#224; e la possanza di&lt;br&gt;Dio, che si innalzano - allora di che cosa sar&amp;#224; capace l&amp;#39;amore? D&amp;#39;una&lt;br&gt;magnificenza gloriosa, tanto grande che a colui, il quale non muova&lt;br&gt;dall&amp;#39;amore, deve necessariamente apparire stoltezza e insensatezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-2445866511329841716?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/2445866511329841716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/2445866511329841716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/di-che-cosa-sar-capace-lamore.html' title='di che cosa sarà capace  l&apos;amore?'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-185578639443965747</id><published>2008-01-27T10:57:00.002+01:00</published><updated>2008-01-27T10:53:25.212+01:00</updated><title type='text'>poteva essere</title><content type='html'>22/1/2008&lt;br&gt;racconto &lt;p&gt;Poteva essere la storia di un grande gladiatore.&lt;br&gt;Fu il primo pensiero dell&amp;#39;istruttore quando lo vide. Il fisico c&amp;#39;era e,&lt;br&gt;sedicenne, si sarebbe sviluppato ancora un po&amp;#39;. E poi c&amp;#39;era lo sguardo e&lt;br&gt;tutto l&amp;#39;atteggiamento: sveglio, sicuro, determinato.&lt;br&gt;E poi era libero. I giochi erano cos&amp;#236; amati da tutti che succedeva a volte&lt;br&gt;di trovare qualche giovane libero deciso a cimentarsi. Raramente per&amp;#242;&lt;br&gt;andavano oltre qualche allenamento e qualche combattimento amichevole. Ma&lt;br&gt;lavorare sul serio con un uomo libero,veramente deciso a diventare un&lt;br&gt;gladiatore... l&amp;#39;istruttore sapeva che poteva essere una bella soddisfazione.&lt;br&gt;E questo qui era scappato di casa, e per essere sicuro era venuto fin qui,&lt;br&gt;lontanissimo dai suoi, perch&amp;#233; non potessero mai pi&amp;#249; ritrovarlo. Poteva&lt;br&gt;essere la storia di un grande gladiatore.&lt;br&gt;L&amp;#39;istruttore lo mise alla prova. Un breve combattimento per vedere da che&lt;br&gt;livello si partiva. Se la cavava benino ma, soprattutto mostrava agilit&amp;#224;,&lt;br&gt;intuito, intelligenza. C&amp;#39;era talento. Davvero poteva essere la storia di un&lt;br&gt;grande gladiatore. Forse uno di quelli molto grandi. Di quelli che si&lt;br&gt;ricordano. Decise di prenderlo.&lt;br&gt;Finch&amp;#233; starai con me sarai per tutti un mio schiavo. Per tua garanzia ti&lt;br&gt;scrivo una patente di liberazione, ma se la mostri o ne parli con chiunque&lt;br&gt;sei immediatamente fuori. Ti tratter&amp;#242; in tutto come gli altri schiavi. Gli&lt;br&gt;allenamenti sono duri e a turno dovete fare anche tutti gli altri lavori. Se&lt;br&gt;ci stai e ti impegni penso che in un paio di anni sarai pronto per fare la&lt;br&gt;tua figura nell&amp;#39;arena.&lt;br&gt;Un paio d&amp;#39;anni? Ma io so gi&amp;#224; combattere, tu lo hai visto. Io non voglio&lt;br&gt;rammollirmi nella tua palestra come uno stupido figlio di senatore.&lt;br&gt;Gladiatori si diventa uccidendo, non giocando con i compagni.&lt;br&gt;Tu entrerai in campo quando lo dico io, oppure te ne puoi andare anche&lt;br&gt;subito.&lt;br&gt;Accett&amp;#242;. Ma i rapporti non furono buoni. Il talento c&amp;#39;era, ma anche tanto&lt;br&gt;orgoglio. E non perdeva occasione per tornare a chiedere di andare&lt;br&gt;nell&amp;#39;arena.&lt;br&gt;Non passarono molte settimane che l&amp;#39;istruttore perdesse la pazienza. Il&lt;br&gt;ragazzo merit&amp;#242; uno punizione e la punizione fu &amp;quot;ai giochi&amp;quot;. Una punizione&lt;br&gt;secondo l&amp;#39;istruttore, una punizione anche secondo gli altri schiavi. Per lui&lt;br&gt;invece era il grande momento. Sarebbe diventato un grande gladiatore.&lt;br&gt;L&amp;#39;avversario fece una mossa scorretta. Una vera vigliaccata. Il pubblico lo&lt;br&gt;avrebbe insultato, lo sapeva. Meglio insultato e vivo... La carriera del&lt;br&gt;giovane gladiatore si esaur&amp;#236; in quei pochi minuti.&lt;br&gt;Poteva essere la storia di un grande gladiatore...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-185578639443965747?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/185578639443965747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/185578639443965747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/poteva-essere.html' title='poteva essere'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-6826315842997385847</id><published>2008-01-27T10:57:00.001+01:00</published><updated>2008-01-27T10:53:16.598+01:00</updated><title type='text'>il peso delle parole</title><content type='html'>26/1/2008&lt;br&gt;pensiero  &lt;br&gt;De Luca, In nome...&lt;p&gt;(69)&lt;br&gt;[Le parole] Portano peso eppure sono fiato. (...) Pure il nostro, lo vedi?&lt;br&gt;Soffio e va su.&lt;p&gt;E le parole no, una volta uscite mettono fuori il peso. Quelle di un&lt;br&gt;annuncio ti hanno portato a me, quelle di un profeta danno ordini al futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-6826315842997385847?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/6826315842997385847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/6826315842997385847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/il-peso-delle-parole.html' title='il peso delle parole'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-803799038576730050</id><published>2008-01-27T10:57:00.000+01:00</published><updated>2008-01-27T10:53:14.320+01:00</updated><title type='text'>piena di grazia</title><content type='html'>23/1/2008&lt;br&gt;spiritualit&amp;#224;, Maria&lt;br&gt;Erri De Luca, In nome della Madre (2006), Feltrinelli  2007.&lt;p&gt;(36)&lt;br&gt;&amp;quot;Miri&amp;#224;m, sai cos&amp;#39;&amp;#232; la grazia?&amp;quot; &amp;quot;Non di preciso&amp;quot;, risposi.&lt;br&gt;&amp;quot;(...) &amp;#200; la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo,&lt;br&gt;sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi. Non &amp;#232; femminile, &amp;#232;&lt;br&gt;dote dei profeti. &amp;#200; un dono e tu l&amp;#39;hai avuto. Chi lo possiede &amp;#232; affrancato&lt;br&gt;da ogni timore. (...) Tu sei piena di grazia. Intorno a te c&amp;#39;&amp;#232; una barriera&lt;br&gt;di grazia, una fortezza. Tu la spargi, Miri&amp;#224;m: pure su di me&amp;quot;.&lt;br&gt;(...) &lt;br&gt;&amp;quot;Tu sei innamorato cotto, Iosef&amp;quot;.&lt;p&gt;(40)&lt;br&gt;&amp;quot;Per loro tu sei pietra d&amp;#39;inciampo, per me sei la pietra angolare da cui&lt;br&gt;inizia la casa.&amp;quot; &lt;br&gt;(...)&lt;br&gt;&amp;quot;Da dove prendi la forza di stare da solo contro tutti, Iosef?&amp;quot;&lt;br&gt;&amp;quot;Da te&amp;quot;, risponde.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-803799038576730050?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/803799038576730050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/803799038576730050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/piena-di-grazia.html' title='piena di grazia'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-3776254943135014378</id><published>2008-01-19T19:52:00.000+01:00</published><updated>2008-01-19T20:03:26.331+01:00</updated><title type='text'>"educazione" sessuale</title><content type='html'>19/1/2008&lt;br /&gt;sessualità&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pensarporlibre.blogspot.com/2008/01/la-educacin-sexual-de-la-abuela.html"&gt;Enrique Monasterio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'educazione sessuale di nonna Enrichetta&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Alvaro ha quattordici anni ed è un bravo ragazzo anche se un po' linguacciuto. E così ha fatto la sua gaffe.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Era andato al paese a trovare sua nonna Enrichetta, e ad approfittarne per rimpinzarsi con la sua cucina. Alla sera stavano vedendo insieme la TV e la nonna mostrò disapprovazione per alcune battute un po' salaci del presentatore. Allora Alvaro tirò fuori la sua faccia da fighetto con i brufoli, che gli funziona tanto bene con le sue amiche e sparò:&lt;br&gt;&lt;br /&gt;—Vedi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nonnina di zio&lt;/span&gt;, il problema è che tu non hai avuto lezioni di educazione sessuale e sei rimasta una repressa.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;La signora Enrichetta sorrise:&lt;br&gt;&lt;br /&gt;—O &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nonnina&lt;/span&gt; io, o &lt;span style="font-style:italic;"&gt;zio&lt;/span&gt; tu...&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Non ci fu bisogno di dire altro. Una volta tornato a casa, Alvaro ricevette una lettera.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Carissimo Alvaro,&lt;br /&gt;sai che sei proprio un maleducato, figliolo? Sei anche buono e affettuoso quando vuoi, però ogni tanto la lingua ti si imbroglia, forse perché la lasci troppo sciolta.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Lo so che a quest'ora sarai già dispiaciuto della tua impertinenza di domenica. Non ti preoccupare, non devi chiedermi scusa. Però ho pensato che magari poteva farti bene una risposta serena della tua nonna Enrichetta.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Vedi, Alvaro, oggi durante la messa mi è venuto in mente che dovevo ringraziare Dio per l'educazione sessuale che ho ricevuto dai miei genitori. Proprio così. Sono convinta di aver ricevuto una educazione sessuale di prim'ordine.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Come prima lezione mi regalarono quattro fratelli e tre sorelle... Non so se capisci quanto questo sia importante. Oggi ci sono troppi figli unici, come te, che crescono senza sapere che cos'è una sorella. Io ho imparato da subito che i bambini e le bambine erano molto diversi, e anche se vivevamo tutti insieme e parlavamo di tutto, senza fare misteri, i miei genitori avevano messo i bambini nella stanza grande di sopra e noi bambine in quella di sotto. La casa era piccola e con un solo bagno avevamo qualche problema; ma non ci siamo mai sognate di condividerlo con i maschi.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Intorno ai tredici o quattordici anni ero un po' disinvolta con le mie cose, e allora un giorno la mamma mi disse che quando andavo al bagno dovevo chiudere da dentro.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;—Perché? Che importa? le dissi.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Allora mi parlò del pudore. Ovviamente non ricordo tutto il discorso ma mi è rimasta impressa la conclusione:&lt;br&gt;&lt;br /&gt;—Vedi, Enrichetta, se qualcuno ti regalasse un gioiello, lo custodiresti nel tuo portagioie. E se fosse di grande valore lo metteresti in cassaforte, non lo tratteresti come un gingillo qualsiasi, no? Ebbene, Dio ha messo nel tuo corpo qualcosa di più prezioso di un diamante. Custodiscilo con gratitudine fino a quando a tua volta lo donerai per amore.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Che dici, Alvaro, avete già studiato questo argomento a scuola?&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente da piccoli ci dissero che i bambini li porta la cicogna. A me dissero anche che li portavano i re magi. Ma non ci venne mai in mente di prenderli troppo sul serio. Già a tre anni avevo capito che il "re mago" era papà, e che quando alla mamma cresceva la pancia voleva dire che era in arrivo un bambino.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;E ancora più importante era la lezione che mi davano i miei genitori nel modo di amarsi. Il loro affetto era reale e indiscutibile come le gravidanze di mia madre; ma era anche pudico... come posso spiegartelo? Non si facevano mai moine davanti a noi, e nemmeno litigavano. Però noi sapevamo che il loro amore era forte come una roccia, non un amorino da telefilm. E capivamo —questa era la grande lezione— che questo amore doveva esprimersi in un ambito intimo, sacro, nel quale nessuno, nemmeno noi figli, poteva intromettersi.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Così imparai, per esempio, che i succhiotti e gli sbaciucchiamenti in pubblico (scusa se sono esplicita), oltre ad essere di cattivo gusto, sviliscono l'amore, perché lo tolgono dal suo ambito naturale.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Non ho frequentato nessun corso per imparare che, se l'amore è autentico, non si esibisce in pubblico. È come quel tesoro nascosto in un campo che, quando uno lo trova, "torna a nasconderlo" prima di vendere tutto per poter comprare quel campo.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Tornare a nascondere l'amore quando lo si trova è un modo per proteggerlo dai mercanteggiamenti. È farlo crescere come una pianta perché metta radici sempre più profonde ed estenda rami sempre più liberi e produca frutti sempre più saporiti...&lt;br /&gt;Scusami, mi sono fatta prendere dalla retorica.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Per concludere, volevo solo dirti che di "idraulica sessuale", come la chiama tuo zio Giacomo, non mi spiegarono quasi nulla, ma non ce n'era bisogno. Quella è la lezione più facile e fu bellissimo impararla (e insegnarla) con tuo nonno.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Un bacio affettuoso da tua nonna,&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Enrichetta.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-3776254943135014378?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/3776254943135014378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/3776254943135014378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/educazione-sessuale.html' title='&quot;educazione&quot; sessuale'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-6949828659512861627</id><published>2008-01-16T15:49:00.000+01:00</published><updated>2008-01-16T15:55:17.355+01:00</updated><title type='text'>confrontazionale</title><content type='html'>16/1/2008&lt;br&gt;Parole&lt;br&gt;[Odifreddi]&lt;p&gt;Imbottigliato nel traffico accendo l&amp;#39;autoradio per ascoltare un po&amp;#39; di musica. Sto gi&amp;#224; per inserire il CD ma nel frattempo &amp;#232; partita la voce della radio. Qualcuno sta commentando la mancata visita del Papa alla Sapienza. Mi interessa: lascio il disco appoggiato l&amp;#236;.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Il conduttore sta intervistando un cattedratico. Il luminare dice: &amp;quot;Bench&amp;#233; questo Papa non sia particolarmente &lt;strong&gt;&lt;em&gt;confrontazionale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;...&amp;quot;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Faccio partire la musica. Meglio Shakira!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-6949828659512861627?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/6949828659512861627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/6949828659512861627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/confrontazionale.html' title='confrontazionale'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-5041199817751324227</id><published>2008-01-16T12:09:00.001+01:00</published><updated>2008-01-16T15:54:55.981+01:00</updated><title type='text'>privato della non-vita</title><content type='html'>15/1/2008&lt;div&gt;bioetica&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gigi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br class="webkit-block-placeholder"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;UN DISABILE &lt;/b&gt;dalla nascita avrebbe ottenuto una sentenza di primo grado in suo favore avendo richiesto un indennizzo ai sanitari che a suo tempo, avendo diagnosticato che sarebbe nato con una malformazione, hanno scelto di non abortirlo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un indennizzo si chiede per un danno subito e i sanitari sono tutt&amp;#39;al più responsabili della sua nascita che non è un danno, non della malformazione che non hanno provocato loro. Oppure lo si chiede per un bene sottratto, ma l&amp;#39;unica cosa che i sanitari hanno &amp;quot;sottratto&amp;quot; è la non-vita, che non è qualcosa. (E nemmeno così è esatto: la causa della sua esistenza sono i suoi genitori, i sanitari sarebbero colpevoli di &amp;quot;omissione di soccorso&amp;quot; dove il soccorso omesso è il non averlo soppresso prima della nascita). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br class="webkit-block-placeholder"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;LA DIFESA&lt;/b&gt; avrebbe potuto proporre una &lt;i&gt;restitutio in integrum&lt;/i&gt;. &amp;quot;Signori della Corte, il mio cliente si riconosce pienamente colpevole e pentito del crimine commesso. Ritiene, inoltre, che l&amp;#39;indennizzo richiesto dalla vittima sia del tutto insufficiente a tranquillizzare la sua coscienza e propone, invece, di rimediare integralmente al danno causato. Si offre pertanto, con il permesso di questa Corte, di provvedere personalmente a riprendersi la vita ingiustamente consegnata a suo tempo al danneggiato&amp;quot;. Facendo notare che la vittima non può esigere di meno quando gli viene offerto di più: non può pretendere un semplice indennizzo quando gli viene offerta una  &lt;i&gt;restitutio &lt;/i&gt;cioè la possibilità di riportare le cose allo stato antecedente il delitto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br class="webkit-block-placeholder"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;IL TRIBUNALE&lt;/b&gt;&amp;nbsp;potrebbe respingere questa proposta. La soppressione del danneggiato sarebbe, sì, una  &lt;i&gt;restitutio&lt;/i&gt;, ma allo stesso tempo sarebbe anche un omicidio. Un atto che&amp;nbsp;in un certo momento&amp;nbsp;viene riconosciuto come dovuto, un diritto, successivamente diventa non solo non dovuto ma proibito, un crimine. La difesa potrebbe allora argomentare che prima di decidere la Corte farebbe bene a valutare il rischio che sta assumendo. Perché una volta creato il precedente di riconoscere ad una persona il diritto a non essere nato, quella stessa persona potrebbe appellarvisi per citare il tribunale che gli ha impedito una concreta opportunità di sanare la situazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br class="webkit-block-placeholder"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;RACCONTO&lt;/b&gt;. Ci vorrebbe un racconto. Per es. i parenti di una vittima del Titanic che fanno causa alla persona che gli ha procurato il biglietto. Meglio ancora, una persona che sfugge per un pelo alle trame di alcuni che volevano ucciderlo, prendendo rocambolescamente una nave in partenza per l&amp;#39;America; una volta arrivato si trova nella miseria e va a rinfacciare la sua condizione a quello che lo ha salvato prendendolo sulla nave. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-5041199817751324227?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5041199817751324227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5041199817751324227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/privato-della-non-vita.html' title='privato della non-vita'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-5634831154898394047</id><published>2008-01-15T21:15:00.000+01:00</published><updated>2008-01-15T21:12:31.705+01:00</updated><title type='text'>etica sessuale</title><content type='html'>&lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;13/1/07&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;sessualità&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;[Conferenza di  &lt;STRONG&gt;Peter Kreeft&lt;/STRONG&gt;]&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;STRONG&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/STRONG&gt;&lt;/SPAN&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;&lt;STRONG&gt;CAPIRE  &lt;/STRONG&gt;l'etica sessuale cristiana è come capire la poesia.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Il corpo è una  parola che esprime me stesso.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial&gt;&lt;FONT  size=2&gt;&lt;STRONG&gt;SACRALITÀ &lt;/STRONG&gt;della sessualità umana, perché è l'atto capace  di generare una nuova vita, perché esprime donazione di sé, perché tocca gli  aspetti più importanti della nostra esistenza.&lt;/FONT&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Una persona  sensibile trova disdicevole l'uso di uno stesso oggetto per fini nobilissimi o  addirittura sacri e alternativamente per altre finalità qualsiasi. Chi è rozzo  non si fa problemi e può usare un calice da Messa come bicchiere per bere.  Graffiare e maltrattare un mobile del Settecento.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;STRONG&gt;SESSISMO&lt;/STRONG&gt;. Ho già ascoltato una quindicina di conferenze  di Kreeft. In tutte dà grande spazio al dibattito, che è sempre intelligente e  pacato. L'unica volta in cui diventa pasticciato e sopra le righe (e per colpa  del pubblico, ovviamente) è quando il tema era &lt;EM&gt;Omosessualità e morale  cristiana&lt;/EM&gt;. Sarà un caso?&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Io ci vedo il  sintomo di una priorità acquisita dalla questione sessuale nella società  attuale. Siamo affetti da  &lt;EM&gt;&lt;STRONG&gt;sessismo&lt;/STRONG&gt;.&lt;/EM&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;EM&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/EM&gt;&lt;/SPAN&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;STRONG&gt;ANCORA&lt;/STRONG&gt; sessismo. Quando contemplo la situazione, a volte  prevale il mio "emisfero destro" e mi dico che è frutto di un insieme di fattori  storici e culturali. L'impulso sessuale&amp;nbsp;è forte, quindi tende a diventare  prevalente in alcuni individui; a questo si è aggiunto un indebolimento  dell'autorità morale, il relativismo ecc. e si è arrivati alla cd "rivoluzione  sessuale" e al tentativo di legittimare come normali comportamenti che ci sono  sempre stati ma sempre (&lt;EM&gt;quasi &lt;/EM&gt;sempre? o solo nelle civiltà cristiane?  no, non mi pare, però...) accompagnati da disapprovazione.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Ancora l'emisfero  destro mi parla di come le leggi del mercato cercano di fare leva sulle  dimensioni più manipolabili degli uomini, con l'effetto collaterale di  promuovere uno svuotamento delle persone, che per questo diventano meno  libere.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Quando però prevale  il mio "emisfero sinistro" mi sembra un complotto, che vuole fare leva sul sesso  per indebolire le personalità, fare dell'umanità una massa di rammolliti  facilmente controllabili. Ci vedo un odio profondo verso la dignità dell'uomo,  l'impegno a corrompere il capolavoro di Dio. Insomma, ci vedo qualcosa di  diabolico.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Forse le due  spiegazioni sono entrambe possibili. Forse si tratta di un processo "naturale",  al servizio di un disegno diabolico.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial  size=2&gt;&lt;STRONG&gt;MOLOCH&lt;/STRONG&gt; è il nome che ogni tanto propone Kreeft, quando  vuole sottolineare che la nostra società pratica i sacrifici umani (aborto), in  omaggio al suo dio assetato di sangue (il sesso). E Moloch, dice lui, era un dio  cui si offrivano sacrifici umani (da verificare).&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Oggi mi sembra che  prevalga il mio emisfero destro: se ci fosse questo Moloch,  &lt;STRONG&gt;Gibson&lt;/STRONG&gt; non l'avrebbe passata tanto liscia con il suo  &lt;EM&gt;Apocalypto&lt;/EM&gt;. In quel film vuole mostrare che le "civiltà" conquistate da  &lt;STRONG&gt;Cortés &lt;/STRONG&gt;erano mostruose nella loro venerazione di un dio  assetato di sangue. Le reazioni al film sono state blande.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;SPAN class=390043918-15012008&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;L'emisfero sinistro  però mi dice che, dopo tanti secoli, Moloch è diventato abbastanza furbo da  lasciar correre queste punzecchiature, troppo sofisticate per essere comprese  dai più, e pertanto del tutto innocue.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-5634831154898394047?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5634831154898394047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/5634831154898394047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/etica-sessuale.html' title='etica sessuale'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-982086090235985382</id><published>2008-01-15T19:20:00.001+01:00</published><updated>2008-01-16T15:54:35.817+01:00</updated><title type='text'>paura della morte</title><content type='html'>&lt;!-- Converted from text/plain format --&gt; &lt;P&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;dicembre 2007&lt;BR&gt;spiritualità&lt;BR&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;FONT  face=Arial size=2&gt;&lt;STRONG&gt;Anselm Grün&lt;/STRONG&gt;, &lt;EM&gt;Trasformare le ferite in  perle. I santi ausiliatori. Icone di guarigione &lt;/EM&gt;(&lt;EM&gt;Wunden zu Perlen  verwandeln&lt;/EM&gt;, 2004), Gribaudi 2007.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt; &lt;P&gt;&lt;FONT face=Arial size=2&gt;Di &lt;STRONG&gt;S. Acacio &lt;/STRONG&gt;racconta che è un  comandante romano. Alla vigilia di una battaglia senza possibilità di successo  ha la visione che lo invita a farsi cristiano lui e i suoi uomini per salvarsi e  così avviene. Da quel momento iniziano le persecuzioni a motivo della loro nuova  fede e, come è abituale in queste leggende, il loro martirio si consuma solo  dopo innumerevoli tentativi falliti (mandati allo sbaraglio contro eserciti  numerosissimi, frecce e sassi che rimbalzano, mani di aguzzini che si  inaridiscono, carcerieri che si convertono ecc.). Alla fine lui e i suoi uomini  moriranno crocifissi.&lt;BR&gt;Mi colpisce il fatto che apparentemente si converte per  sfuggire alla morte (battaglia senza speranza) ma poi muore proprio a causa  della sua conversione. Il motivo di salvezza diventa motivo di morte.&lt;BR&gt;In  effetti Acacio non viene liberato &lt;STRONG&gt;&lt;EM&gt;dalla morte&lt;/EM&gt; &lt;/STRONG&gt;ma dalla  &lt;EM&gt;&lt;STRONG&gt;paura della morte&lt;/STRONG&gt;&lt;/EM&gt;. Lui e i suoi uomini affronteranno  le varie prove, compresa quella finale, senza alcun timore, e non perché  pensassero di salvarsi ma perché pensavano che valesse la pena.&lt;BR&gt;I vari  fallimenti dei loro persecutori non sono una promessa di invulnerabilità, ma una  garanzia dell'assistenza divina. Moriranno come e quando lo vorrà Dio, non per  caso, e di una morte bella (crocifissi) perché ricca di significato e vissuta in  unione con Cristo.&lt;BR&gt;&lt;/P&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-982086090235985382?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/982086090235985382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/982086090235985382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/paura-della-morte.html' title='paura della morte'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-1578798624512083450</id><published>2008-01-15T19:20:00.000+01:00</published><updated>2008-01-16T15:54:13.712+01:00</updated><title type='text'>prendersi cura</title><content type='html'>&lt;!-- Converted from text/plain format --&gt; &lt;P&gt;&lt;FONT face=Arial&gt;&lt;FONT size=2&gt;Dicembre 2007&lt;BR&gt;spiritualità&lt;BR&gt;&lt;STRONG&gt;Anselm  Grün&lt;/STRONG&gt;, ... ferite in perle.&lt;/FONT&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt; &lt;P&gt;&lt;FONT face=Arial&gt;&lt;FONT size=2&gt;&lt;STRONG&gt;San Biagio &lt;/STRONG&gt;è il buon medico  che cura tutti, con totale dedizione e senza speranza di guadagno. Quando è  costretto a rifugiarsi in un bosco perché ricercato in quanto cristiano e  benvoluto, curerà gli animali. Nel rapporto armonioso con gli animali Grün ci  vede un simbolo del rapporto armonioso con i nostri istinti.&lt;BR&gt;Mi piace che  Biagio sia uno che si prende cura e, in questo modo, si trova sempre "al di  sopra". Non distingue tra ricchi e poveri, perché non misura tra persone che  possono fargli del bene (i ricchi) e persone che non possono, ma vede soltanto  persone bisognose di cure. Non distingue tra uomini e animali, perché non misura  il male che potrebbero fargli bensì, ancora una volta, il bisogno che hanno di  lui. Da prigioniero cura i suoi aguzzini, non distingue cioè nemmeno tra chi  merita o non merita e non si preoccupa del male ricevuto, si occupa solo dei  bisogni che vede.&lt;BR&gt;Alla fine mi sembra che persino il gesto di far sparire con  una benedizione l'acqua in cui vogliono affogarlo sia una espressione del suo  atteggiamento. Non mi pare che ci siano altri martiri che facciano qualcosa per  evitare il martirio, ma lui *si prende cura*, anche di se stesso quando è lui ad  essere il bisognoso. Non sta a valutare se è il caso, né sembra agire per  paura.&lt;BR&gt;Una volta tanto mi piace la lettura simbolica di Grün: l'uomo vince le  sue passioni quando riesce a mettersi al di sopra. "Prendersi cura" - degli  altri, della realtà che mi circonda e anche di me stesso -, è una buona strada  per trovare la pace con se stessi e con gli  altri.&lt;/FONT&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-1578798624512083450?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1578798624512083450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1578798624512083450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/prendersi-cura.html' title='prendersi cura'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5954585381687850824.post-1670855445387717840</id><published>2008-01-15T18:26:00.000+01:00</published><updated>2008-01-16T15:53:35.869+01:00</updated><title type='text'>ignorantia felix</title><content type='html'>(TR)14/1/2008&lt;br&gt;sapienza&lt;p&gt;Beata presunzione del liceale che, forse per la prima volta, si trova a sapere veramente qualcosa e, serenamente ignaro dell&amp;#39;immensit&amp;#224; di ci&amp;#242; che ancora non conosce, si gloria di quella briciola di verit&amp;#224; come se avesse gi&amp;#224; conquistato il mondo!&lt;BR&gt;&lt;br /&gt;Oggi Tommaso affronta sicuro i suoi compagni sul tema dell&amp;#39;esistenza di Dio, convinto di essere ben preparato per aver letto una ventina di pagine. E io, quanti libri ho letto per arrivare a non saperne abbastanza?&lt;BR&gt;&lt;br /&gt;Prime settimane di scuola: &amp;quot;Sa che abbiamo una prof che &amp;#232; proprio matta? Pensi che dice che gli elfi esistono veramente &amp;quot;.  &lt;br /&gt;&amp;quot;E tu, che ne sai?&amp;quot;, sono tentato di rispondere. Ma il buon senso mi impone di sorridere e limitarmi a un generico &amp;quot;Pensa tu!&amp;quot;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5954585381687850824-1670855445387717840?l=materialegrezzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1670855445387717840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5954585381687850824/posts/default/1670855445387717840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://materialegrezzo.blogspot.com/2008/01/ignorantia-felix.html' title='ignorantia felix'/><author><name>Don Mario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06480099164509611597</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_yiyWY6AqPkQ/Rq9Hl7BB5cI/AAAAAAAAAAM/NFp1_CY6JjM/s200/Foto+tessera.jpg'/></author></entry></feed>
